Lughnasadh 2026: significato e rituale del primo raccolto


Tra il 31 luglio e il 1° agosto si celebra Lughnasadh, l’antica festa gaelica che segna l’inizio della stagione del raccolto.

Siamo a metà strada tra il solstizio d’estate e l’equinozio d’autunno. La luce è ancora intensa, ma le giornate iniziano ad accorciarsi e la natura mostra i primi frutti di ciò che è stato seminato.

La frase che accompagna questo momento è:

Sei sopravvissuta alla semina. Ora raccogli.

Significato e origini di Lughnasadh

Lughnasadh celebrava l’inizio del raccolto in Irlanda, Scozia e Isola di Man. Oggi è uno degli otto sabbat della Ruota dell’Anno, dopo Litha e prima di Mabon.

Il suo nome è legato a Lugh, figura della mitologia irlandese associata alle arti e all’abilità. Secondo la tradizione, Lugh istituì questa festa in memoria della madre adottiva Tailtiu, morta dopo aver preparato i terreni alla coltivazione.

Per questo Lughnasadh non parla soltanto di abbondanza, ma anche della fatica, della cura e della perseveranza che precedono ogni raccolto.

Nello stesso periodo cade Lammas, ricorrenza anglosassone legata al pane preparato con il primo grano. Le due feste hanno origini differenti, ma oggi vengono spesso accostate.

Simboli e colori

I simboli di Lughnasadh richiamano la terra e i suoi primi frutti: grano, pane, spighe, girasoli, mele e cereali.

I suoi colori sono quelli della fine dell’estate: oro, giallo, arancione, verde e marrone.

La Terra rappresenta ciò che abbiamo seminato e custodito; il Fuoco simboleggia il Sole e l’energia che ci ha permesso di continuare.

Un piccolo rituale

Accendi una candela e prendi due fogli.

Sul primo scrivi:

“Quello a cui sono sopravvissuta.”

Sul secondo:

“Quello che adesso posso raccogliere.”

Non pensare soltanto ai grandi risultati, ma anche a ciò che hai imparato, costruito o protetto. Strappa il primo foglio come gesto di liberazione e conserva il secondo per ricordarti quanta strada hai percorso.

Il mio Lughnasadh

Luglio mi è sembrato una lunga attesa. Non ho raccolto quanto speravo in termini di risultati immediati, ma ho continuato a creare e a lavorare con una visione precisa.

In questi giorni sto finalizzando le cotture delle prossime ceramiche e le immagino già tra le vostre mani. In ogni pezzo cerco di racchiudere la presenza ciclica della Luna: attraversa la luce e l’ombra, cambia forma, ma non smette mai di esserci.

Lughnasadh mi ricorda che non raccogliamo soltanto perché abbiamo seminato, ma perché abbiamo resistito abbastanza a lungo da vedere qualcosa crescere.

Non sei sopravvissuta a tutto questo per tornare a mani vuote.

Buon Lughnasadh, anime lunari.

 

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