Ostara: l’equinozio di primavera e un rituale per ricominciare

Ostara si celebra intorno all’equinozio di primavera, che nell’emisfero nord cade fra il 19 e il 21 marzo. È il momento in cui il Sole attraversa l’equatore celeste e la metà nord del pianeta comincia a ricevere più luce che buio.

Piattino luna in ceramica bianca con lustro oro, luce di primavera

Da dove viene il nome

Ostara viene collegato a Ēostre, figura menzionata dal monaco Beda nell’VIII secolo in un passaggio molto breve. Le prove di un’antica festa completa, celebrata esattamente all’equinozio, sono limitate e discusse fra gli studiosi.

La forma che conosciamo oggi appartiene soprattutto alle tradizioni neopagane moderne. Dirlo non toglie niente alla festa: la rende soltanto onesta. Una pratica costruita da poco può avere senso esattamente come una antica, purché non finga di essere ciò che non è.

L’equinozio non è dodici ore esatte

È una cosa che quasi nessuno dice. All’equinozio giorno e notte non durano esattamente dodici ore ovunque: la rifrazione atmosferica e il modo in cui definiamo alba e tramonto spostano il conto di qualche minuto, e la data dell’equilibrio perfetto cambia con la latitudine.

Rimane comunque il punto di passaggio: da qui in avanti, da noi, la luce vince sul buio fino a giugno.

Un rituale in tre fogli

Questa proposta è contemporanea. Parti dalla domanda: che cosa voglio continuare a nutrire, e che cosa mi sta disperdendo?

  1. Prendi tre fogli piccoli.
  2. Sul primo scrivi ciò che vuoi continuare.
  3. Sul secondo ciò che vuoi iniziare.
  4. Sul terzo ciò che sta consumando tempo e attenzione senza restituire niente.
  5. Conserva i primi due. Il terzo riciclalo: non serve bruciarlo.

Poi scegli un gesto minimo che renda visibile la prima intenzione entro pochi giorni. Non dieci. Uno.

Il posto dove finiscono i fogli

Io il primo foglio lo lascio sul piattino luna, quello dove appoggio gli anelli la sera. Non perché la ceramica faccia qualcosa, ma perché è un posto che guardo ogni giorno senza cercarlo.

Piattino lunare in ceramica con anelli appoggiati

Una recensione reale

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È il meccanismo più semplice che conosca: mettere una cosa dove passi comunque.

Primavera non significa partire in quarta

C’è una versione di Ostara che assomiglia a una lista di buoni propositi con i fiori intorno. Non mi convince. La primavera in natura non è un’esplosione: è un mese di falsi inizi, gelate tardive e giorni che sembrano estate e poi tornano indietro.

Dare a te stessa lo stesso permesso — ricominciare a tratti, tornare indietro, riprovare — è più fedele alla stagione di qualsiasi rituale perfetto.

Dove si trova Ostara nell’anno

Ostara arriva dopo Imbolc, che prepara lo spazio, e precede Beltane, che celebra ciò che è tornato vivo. Se segui anche le fasi della Luna, trovi la panoramica completa nei rituali lunari: ciclo solare e ciclo lunare sono due calendari distinti.

Una cosa sola

Ostara non chiede di essere già fiorita. Chiede di accorgersi che la luce ha superato il buio, e di decidere cosa farne.

Ela 🌙

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Sul fenomeno astronomico: timeanddate, equinozio di marzo. Il rituale proposto è contemporaneo.

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